Ho conosciuto un ragazzo. Oddio, conosciuto non è esattamente la parola giusta. Ho visto questo ragazzo, da lontano, e senza gli occhiali (non è un particolare da poco). Una mia amica gli ha chiesto il numero fingendo di essere interessata alla palestra dove si allena. L'ha dato a me e mi ha detto di scrivergli. Inizialmente ho fatto resistenza, poi mi sono lasciata convincere. Un messaggio semplice, un saluto e qualche richiesta di notizie. Nulla di che. Non ha risposto, mi sono messa l'animo in pace. Non mi importava particolarmente, è dura che qualcosa mi importi. Ci vuole molto di più.
Il giorno dopo, a lezione, mi arriva un messaggio da un numero sconosciuto. Le mie compagne di università mi si lanciano addosso per leggerlo ancora prima di me. Io mi rimetto a seguire la lezione.
La sera gli rispondo (non bisogna farsi attendere? Ah, no.), scopriamo di avere davvero tante cose in comune. Leggiamo le stesse cose, ci piacciono l'arte, lo sport, gli animali. Andiamo pazzi per lo zucchero. Magari una cioccolata insieme un giorno? Per parlare? Ma si, perchè no. Magari anche due.
E' timido, timido davvero. Non mi importa particolarmente. Mi piace parlare con lui ma la cosa finisce li. Non lo conosco. Ho altro per la testa, tipo l'università, gli allenamenti, le nuove amicizie che mi sto costruendo.
Chiamiamo questo ragazzo E per convenienza.
E è simpatico. Ci vediamo un paio di volte. Discutiamo. Parliamo. Scopro pure che va matto per i graphic novel - come me. Ridiamo da morire.
Mi piacerebbe dirvi che adesso è qui accanto a me ed è nata una storia d'amore da favola ma non è così. Non mi scatta nulla. La scintilla, la scossa, il rintocco, chiamatelo come volete. Il segnale non c'è. E' tutto quello che credevo di volere in un ragazzo. Ma non è il ragazzo che aspettavo.
Mi scrive in continuazione, parla di futuro, di noi. Io no. Io resto ferma nel mio piccolo. Nella friendzone (e non me ne vogliate per questo, non si ama a comando). Mi dicono tutti di dargli una possibilità, perchè in fondo, nella vita non si sa mai. Io lo so. Non è quello giusto. Me lo sento proprio. Non mi batte forte il cuore, non vedo l'ora di vederlo, non conto i suoi messaggi (anzi, spesso sospiro a leggere il suo nome sullo schermo).
E mi scrive davvero in continuazione. Decido che devo mettere subito le cose in chiaro. Non sono interessata a lui per nulla più che una amicizia. Spero di farglielo capire coi miei gesti, con quello che gli scrivo ma il messaggio non passa. Cercando il coraggio di dirglielo in faccia non gli rispondo un giorno. Il giorno dopo non mi scrive, quello successivo nemmeno. Decido di darmi una settimana e poi scrivergli, non posso sparire in questo modo: è da codardi.
Quattro giorni dopo sto attraversando la città con una mia compagna di corso per tornare a casa dopo un test all'università. Lo vedo. Ma non è da solo. Una brunetta è mano nella mano con lui.
Il senso di colpa si dissolve. Tiro un sospiro di sollievo e sorrido.
Ma che amore. L'amore sa benissimo quando è il momento di arrivare. E adesso, non lo è. Decisamente.
Ho deciso di sconvolgere il mio blog.
Non ho grandi insegnamenti da darvi, ho vent'anni e non sono poi così speciale. Me ne capitano di tutti i colori è vero, e la maggior parte delle volte (giuro!) non è colpa mia. Comunque, ho deciso di condividere con voi qualche cosa della mia vita. Non metterò nomi o luoghi, tanto per mantenere un minimo di anonimato ma spero che le mie (dis)avventure vi facciano divertire e, cosa più importante, vi aiutino se mai vi troverete nella stessa situazione.
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